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Sconto in fattura e cessione del credito d’imposta

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Inserito il 21/04/2021

Sconto in fattura e cessione del credito d’imposta sono stati introdotti dal Decreto Rilancio, dall’Ecobonus e Superbonus 110% e permettono di recuperare una percentuale delle spese sostenute per interventi edilizi energetici o impiantistici. Un’iniziativa di grande portata, che consentirà grandi risparmi per chi eseguirà i lavori e che sarà valida per tutto il 2021 e, per il Superbonus 110%, anche per il 2022. Sconto in fattura, cessione del credito d'imposta e detrazione sull'IRPEF sono tutti e tre strumenti per risparmiare sui lavori edili: vediamo come.
 

Sconto in fattura e cessione del credito: come funzionano?

Il risparmio è grande, ma vediamo quanto. Fagiolino fa lavori edili, spende 10.000€ e vuole sfruttare il bonus ristrutturazioni al 50%. Le possibilità sono:

  • la detrazione sull’IRPEF
  • lo sconto in fattura
  • la cessione del credito d’imposta

Con la detrazione sull’IRPEF Fagiolino recupererà in 10 anni il 50% della spesa sostenuta tramite una detrazione su quanto dovrebbe pagare all’Agenzia delle Entrate In poche parole Fagiolino, nei 10 anni successivi all’intervento, pagherà 500€ in meno sull’IRPEF di ogni anno e risparmierà complessivamente 5.000€, la metà di quanto ha speso per i lavori (500€ x 10 anni). Fagiolino spende subito 10.000€ e ne risparmia 5.000€ sull’IRPEF in 10 anni.

Con lo sconto in fattura Fagiolino spende subito, invece di 10.000€, solo 5.000€ perché gli altri 5.000€ li anticipa l’impresa che, a sua volta, li recupera pagando dalle tasse che dovrà pagare allo Stato.

Con la cessione del credito d’imposta Fagiolino, senza bisogno di chiedere lo sconto all’impresa, può portare le fatture già pagate ad un istituto finanziario e cedergli il suo credito. In questo modo spende subito 10.000€ e ne recupera 5.000€ al momento della cessione del credito.

Sconto in fattura, cessione del credito e detrazione sull’IRPEF funzionano allo stesso modo anche per il Superbonus 110%.
 

La differenza tra sconto in fattura e cessione del credito

Qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione del credito?

Con lo sconto in fattura l’impresa che realizza i lavori edili anticipa al committente la spesa detraibile e può successivamente cedere il suo credito a banche o altri istituti finanziari. In caso di Superbonus 110% questo significa realizzare i lavori a “costo zero”, mentre in caso di Ecobonus pagarne solo la metà.

Con la cessione del credito il committente paga all’impresa la fattura piena e può poi cedere il suo credito ad intermediari come Poste, banche e assicurazioni, che gli restituiranno una somma equivalente al credito.

Diversa è la detrazione sull’IRPEF che consente a chi realizza i lavori di recuperare in 10 anni la percentuale determinata dal bonus su quanto speso per i lavori, detraendola dalle somme dovute per l’IRPEF.
 

Sconto in fattura o cessione del credito: quale conviene?

La differenza tra sconto in fattura e cessione del credito, come abbiamo imparato da Fagiolino, sta principalmente nei “tempi del risparmio”. Tramite lo sconto in fattura il risparmio è immediato e consiste, appunto, in uno sconto sull’importo da pagare per i lavori, mentre con la cessione del credito prima si pagano i lavori e poi si recupera parte della somma già pagata. Il conto finale è quindi lo stesso e la differenza sta nella somma da esborsare nell’immediato.
 

Il vantaggio rispetto alla detrazione IRPEF

Uno dei principali vantaggi dello sconto in fattura e della cessione del credito rispetto alla detrazione sull’IRPEF riguarda gli incapienti, ovvero i soggetti che non presentano la dichiarazione dei redditi, che ricadono nella no tax area o che versano piccole somme per l’IRPEF. Questi soggetti non hanno una capienza sufficiente per scontare ogni anno la detrazione IRPEF perché gli importi delle loro imposte sono talmente bassi da non permettergli di far valere le agevolazioni. Per gli incapienti i benefici delle detrazioni sono quindi inesistenti.

Sconto in fattura e cessione del credito permettono anche agli incapienti di godere delle agevolazioni previste dai bonus che, altrimenti, tramite la detrazione fiscale non riuscirebbero a sfruttare. Una bella rivoluzione, specialmente per i soggetti che riuscirebbero solo con difficoltà a sostenere le spese necessarie per i lavori.
 

Superbonus 110%: cosa ci guadagnano gli istituti finanziari?

Cosa ci guadagnano gli istituti che acquistano il credito d’imposta maturato col Superbonus 110% in seguito a lavori edili?

Chiedendo la cessione del credito l’istituto corrispondono il 100% della spesa e ne recuperano il 110% in 5 anni, guadagnando quindi il 10%. Questo meccanismo favorisce un po’ tutti, per la serie: c’è chi preferisce (e può permettersi) un uovo oggi e c’è chi preferisce una gallina domani. In certi casi alcuni istituti rinunciano ad un cosciotto della gallina versando, anziché il 100% il 102%, e di fatto cedono una piccola percentuale del guadagno anche al cliente. In questo caso il committente dei lavori, oltre a recuperare quanto speso per i lavori edili, avrà un piccolo guadagno percentuale.
 

Agevolazioni fiscali per lavori edili: quale scegliere?

Sconto in fattura, cessione del credito d’imposta e detrazione IRPEF hanno ognuno le proprie caratteristiche. Non è detto che la soluzione migliore per Fagiolino sia la migliore anche per Sganapino. Il segreto, come sempre, è partire dalla situazione economico-finanziaria e trovare l’agevolazione fiscale più adatta alla specificità della situazione economico-finanziaria personale.

 

 

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