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Ecobonus 110%: come funziona il super ecobonus

Convenienza, criticità e limiti di spesa

Inserito il 17/06/2020

Ecobonus 110%, il famigerato super ecobonus come funziona? E come funzionerà? Già, perché in Parlamento si lavora per l’approvazione e per la modifica del decreto rilancio che ha introdotto l’ecobonus 110% ovvero, per intenderci, la possibilità di cessione del credito d’imposta e lo sconto direttamente in fattura per determinati interventi di efficientamento energetico e di ristrutturazione.
 

Le proposte di modifica all’ecobonus 110%

Le modifiche allo studio riguardano l’estensione dell’ecobonus al 2022 e la possibilità di beneficiarne anche per le seconde case indipendenti. Ma sono molti gli emendamenti tesi ad ampliare le tipologie immobiliari e gli interventi agevolati. Tutte le proposte dovranno, necessariamente, confrontarsi con le coperture finanziarie. Prima di dare il via libera alle delibere assembleari sarà quindi bene attendere, oltre all’approvazione del decreto, anche le circolari esplicative che conterranno anche le indicazioni sui materiali da impiegare per la realizzazione dei lavori e i limiti di spesa per i singoli interventi e sulla tanto discussa cessione del credito.

Se la conversione in legge non andasse a modificare l’attuale norma, condomini e proprietari di edifici unifamiliari dovrebbero stare attenti a partire con i lavori. Questo perché, allo stato, ad opere completate ci sarebbe il rischio di scoprire che, pur avendo rispettato i limiti di spesa previsti (attualmente 60 mila euro per la coibentazione dell’edificio, 40 mila per l’impianto di riscaldamento), il super ecobonus non copre tutte le spese.
 

Il miglioramento delle due classi energetiche

L’attuale configurazione dell’ecobonus richiede che gli interventi portino ad un miglioramento di almeno due classi energetiche (art 119 comma 3 del decreto rilancio), ovvero il conseguimento della classe energetica più alta. Quest’ultima espressione appare poco chiara e, comunque, anche limitandosi a considerare la dicitura più chiara sul miglioramento di due classi energetiche scatta immediatamente la considerazione che il miglioramento di due classi è un risultato molto ambizioso ed è ottenibile soltanto con interventi radicali e molto costosi. Oltretutto, il perito che presenterà i lavori in assemblea condominiale o al singolo committente, dovrà essere in grado e volersi assumersi la responsabilità di garantire il raggiungimento del risultato, pena la retrocessione al normale ecobonus al 70% in dieci anni e il rischio di entrare in causa.
 

Materiali da ecobonus e limiti di spesa

Una seconda criticità riguarda gli obblighi sui materiali da impiegare per la realizzazione dei lavori e i limiti di spesa per le singole opere. Prendiamo l’esempio della coibentazione di un edificio che, come abbiamo detto, attualmente ha un tetto di spesa di 60 mila euro per unità immobiliare (coibentazione e serramenti). Quindi, se insieme alla coibentazione vengono sostituiti i serramenti, anche questo intervento rientra quindi tra le opere detraibili nei 60 mila euro. Nella pratica poi, bisognerà che la coibentazione rispetti i limiti di spesa per metro quadro di superficie delle pareti che devono essere indicati nel Mise.
 

Occhio ai massimali di spesa

Problemi tecnici a parte resta il fatto che per ottenere la riqualificazione energetica prevista dal decreto, le famose due classi energetiche, i limiti di spesa verosimilmente non bastano, soprattutto per gli edifici di piccole dimensioni per i quali i costi legati a progettazione, ponteggi e pratiche avrebbero un’incidenza maggiore sull’economia complessiva dei lavori.

In conclusione, in base all’attuale bozza, prima di partire con lavori di riqualificazione energetica è consigliabile informarsi bene. Le sfaccettature e i requisiti normativi previsti dall’ecobonus sono moltissimi e, ci ripetiamo, attualmente ancora provvisori. Bisognerà quindi, ad ecobonus definito, tenere conto del tipo di intervento, del tipo di edificio e alla fine fare qualche conto considerando tutto e senza escludere di optare per il tradizionale bonus al 70% che avendo regole più semplici e meno vincoli, a conti fatti, potrebbe rivelarsi più conveniente e portare ad un risparmio nettamente superiore.

 

 

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