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Affitti e coronavirus: bonus e aiuti

Bonus affitti & Co. aiuti a famiglie, autonomi e imprese

Inserito il 24/03/2020

Oltre al bonus affitti coronavirus per negozi e botteghe esistono anche aiuti per gli affitti privati. Adesso più che mai le agevolazioni per le locazioni possono essere preziose, non soltanto per autonomi e partite iva ma anche per i privati. Vediamo quindi quali sono i principali aiuti per gli affitti e i requisiti per ottenerli.

Bonus affitti per negozi e botteghe

Il cosiddetto bonus affitti è previsto dal Decreto Cura Italia ed è dedicato ai lavoratori autonomi come negozianti, commercianti, artigiani che hanno chiuso l’attività per adeguarsi alle misure restrittive per il contenimento del contagio da Covid-19.
Il Decreto Cura Italia ha infatti obbligato molti negozi ad abbassare le serrande portandoli, di fatto, ad azzerare il loro guadagno. Questa misura è stata introdotta proprio per cercare di limitare gli effetti negativi dovuti alla chiusura dell’attività e per andare incontro al commercio al dettaglio e a piccole e medie imprese che, comunque, si sono trovate a dover pagare regolarmente l’affitto anche per il mese di marzo.
 

Bonus affitti: cos’è e chi ne ha diritto

Il bonus affitti consiste in un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione versato per il mese di marzo 2020 e il requisito fondamentale per poter beneficiare di questa agevolazione è l’obbligo, per decreto, di interruzione dell’attività. Gli autonomi che hanno continuato a lavorare perché esercenti attività considerate essenziali come negozi di generi alimentari, farmacie, edicole e tabaccherie, non ne hanno quindi diritto.
Il secondo requisito per rientrare tra i beneficiari del bonus è che l’immobile locato per lo svolgimento della propria attività rientri nella categoria catastale “C1, negozi e botteghe.

Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione e matura soltanto a seguito del pagamento del canone di locazione. Ricordiamo anche che il bonus affitti non prevede la sospensione dei pagamenti, che saranno comunque dovuti al proprietario dell’immobile eriguarda soltanto negozi e botteghe.
 

Il “Fondo per la morosità incolpevole”

Il Fondo per la morosità incolpevole è poco conosciuto. È stato istituito nel 2013 per aiutare tutte le famiglie in affitto colpite da un evento che ne compro mette in modo consistente la capacità reddituale. 

Con morosità incolpevole si indica quindi l'impossibilità al pagamento del canone di locazione a causa dell’azzeramento o della forte riduzione del reddito del nucleo familiare. Alcune delle principali cause che identificano la morosità incolpevole sono eventi come

  • la perdita del lavoro per licenziamento
  • la riduzione dell'orario di lavoro a seguito di accordi sindacali
  • la cassa integrazione ordinaria o straordinaria
  • la cessazione della libera professione o dell’attività di imprese dovute a cause di forza maggiore
  • la malattia grave o l’infortunio che compromettano in maniera consistente il reddito.
     

Come funziona il “Fondo di morosità incolpevole”

Il Fondo morosità incolpevole offre a inquilino e proprietario la possibilità di accordarsi per evitare la causa di sfratto: se inquilino e proprietario, dopo l’intimazione di sfratto, trovano un accordo economico il proprietario riceve una certa somma e si astiene dal procedere con lo sfratto esecutivo. Il fondo prevedere questo e l’importo massimo concedibile è pari a 12.000€. In questo modo, oltre ad evitare di impiegare tempo e soldi in una lunga e dispendiosa causa legale, si evita di mettere fuori casa l’inquilino e si riconosce al proprietario una giusta remunerazione che, in tempi brevi e nella maggior parte dei casi comunque non avrebbe.
 

Chi può accedere al fondo

Il requisito fondamentale per accedere al fondo è l’aver ricevuto l’intimazione di sfratto in seguito al mancato pagamento dell’affitto abitativo dovuto a uno degli eventi considerati causa di morosità incolpevole. La famiglia o l’inquilinopotrà informarsi presso il Comune e se quest’ultimo è tra quelli destinatari dei fondi, fare domanda. Il Comune potrà indicare tutti i requisiti d’accesso al Fondo. Tra i principali, oltre all’essere destinatari di una notifica di sfratto, bisogna essere residenti da almeno un anno nell’appartamento oggetto di locazione, essere titolari di un contratto regolarmente registrato, non possedere altre proprietà nella stessa provincia e avere un Isee non superiore ai 26.000€. Ricordiamo infine che la presenza di un ultrasettantenne, di un minore o di persona con invalidità per almeno il 74% costituisce un criterio preferenziale per la concessione del contributo.
 

La sospensione degli sfratti

La sospensione degli sfratti durante l’emergenza da coronavirus è un’altra agevolazione dedicata al mondo delle locazioni. In questo caso non viene riconosciuto alcun bonus ma si è pensato ad evitare che gli inquilini e le famiglie con in corso un provvedimento esecutivo di sfratto rimangano senza un’abitazione. 

Gli immobili non potranno quindi essere sgomberati ma questo non comporterà né la cancellazione della morosità né il mancato obbligo di corresponsione del canone d’affitto per il periodo della sospensione e, al momento, le procedure forzate sono rinviate a luglio.