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Cessione del credito d’imposta e ristrutturazioni

Cedi la detrazione e paghi la metà

Inserito il 09/09/2019

Cessione del credito d’imposta ovvero pagare subito la metà e cedere la detrazione a chi fa il lavoro: questa una delle importanti novità introdotte dal decreto Crescita. Ora c’è quindi, nell’ambito di interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati al risparmio energetico che danno diritto alla detrazione, la possibilità di cedere ai fornitori di beni e servizi la detrazione del 50% della spesa sostenuta.

Lo sconto quindi, se si opta per questa soluzione, può essere applicato direttamente dal fornitore sulla fattura e per un importo pari al 50% del totale della spesa, comprensiva di Iva. Nel caso di più fornitori si considera il totale del limite di detrazione, suddividendo gli importi pro quota sulle fatture di ogni ditta esecutrice. Lo sconto praticato deve essere confermato dal fornitore sul sito dell’Agenzia delle Entrate e il credito così ottenuto verrà recuperato in 10 anni. A sua volta la ditta può scegliere di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni o servizi, restando sempre escluse le cessioni a istituti di credito o intermediari finanziari.
 

Come ottenere lo sconto

Per ottenere lo sconto del 50% direttamente nella fattura rilasciata dal fornitore la prima cosa è accordarsi con quest’ultimo e poi comunicare la decisione all’Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 16 ottobre, deve essere fatta tramite la propria area personale sul sito dell’Agenzia delle Entrate autenticandosi tramite SPID o il proprio PIN e compilando il modulo di comunicazione di cessione disponibile alla voce “servizi per” e cliccando su “comunicare”. Il modulo può essere presentato anche in forma cartacea presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate oppure inviato tramite PEC insieme a una copia del documento d’identità del richiedente.

Tutta la documentazione relativa all’intervento detraibile alla cessione del credito deve essere conservata per almeno 15 anni. In questo modo, in caso di controlli sulla spettanza della detrazione, sarai sicuro di avere tutto ciò che è necessario.
 

Quali detrazioni si possono cedere?

Le detrazioni cedibili sono quelle recuperabili in dieci anni su una spesa massima di 96.000 euro e che riguardano tutti gli interventi finalizzati all’efficientemento energetico:

  • opere di coibentazione che consentano un abbattimento del fabbisogno energetico necessario per la climatizzazione di almeno il 10%, purché realizzate secondo le prescrizioni delle regole tecniche previste nella tabella A allegata alla legge 9 gennaio 1991, n. 10;
  • opere di coibentazione delle reti di distribuzione di fluidi termovettori (impianti di riscaldamento);
  • realizzazione di impianti di climatizzazione e/o produzione di acqua calda sanitaria che utilizzino pannelli solari piani;
  • realizzazione di impianti che utilizzano pompe di calore per la climatizzazione e/o per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • installazione di generatori di calore con un rendimento non inferiore al 90%;
  • installazione di generatori di calore che utilizzino come fonte energetica prodotti di trasformazione di rifiuti organici e inorganici o di prodotti vegetali con rendimento non inferiore al 70%;
  • installazione di apparecchiature per la produzione combinata di energia elettrica e calore a condizione che il fattore di utilizzo globale del combustibile non sia inferiore al 70%;
  • installazione di apparecchiature di regolazione automatica della temperatura dell’aria all’interno delle singole unità immobiliari o dei singoli ambienti purché applicati almeno al 70% degli ambienti costituenti l’unità immobiliare;
  • installazione di apparecchiature di contabilizzazione individuale dell’energia termica nelle singole unità immobiliari;
  • trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria, purché dalla trasformazione derivi un risparmio di energia non inferiore al 20% e purché gli impianti unifamiliari siano dotati di un sistema automatico di regolazione della temperatura e di un generatore di calore con rendimento non inferiore al 90%. Sono escluse le abitazioni situate nelle aree individuate dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’art. 6 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, come siti per la realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento;
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua alimentati a combustibile;
  • sorgenti luminose aventi un’efficienza maggiore o uguale a 50 Lumen/Watt, nel limite massimo annuo di una sorgente luminosa per vano dell’unità immobiliare.
     

I prodotti su cui puntare, come sceglierli

L’occasione della cessione del credito merita di essere colta ma è importante non lanciarsi in scelte rischiose di prodotti poco conosciuti a prezzo stracciato. Il risparmio dato dal credito potrebbe essere una spinta a valutare prodotti qualitativamente superiori con un ritorno economico maggiore e prestazioni migliori negli anni a venire. È sempre meglio quindi puntare a prodotti di qualità accertata e affidarsi a venditori con esperienza sul campo. I vantaggi? Maggiore è l'efficienza e l'affidabilità degli impianti minore sarà la spesa per energia consumata ed eventuali riparazioni.
 

Attenzione al rincaro speculativo

Avere il 50% scontato fin dall’inizio può essere molto allettante rispetto alle detrazioni diluite in dieci anni: vi sarà quindi un rincaro di carattere speculativo soprattutto all’inizio. Incassare  subito la metà può portare il venditore a proporre l’impianto a un prezzo superiore rispetto al passato.

La cessione del credito comporta per il fornitore delle spese, ad esempio quelle di gestione delle pratiche. Il fornitore inoltre incasserà il 50% del prezzo dell'intervento in cinque anni quindi avranno un’incidenza sull’economia dell’impresa o dell’artigiano anche il cambiamento del valore del denaro nel tempo e il fatto l’incasso scaglionato e distribuito nel tempo.