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Disabilità e barriere architettoniche

15 milioni per finanziare lavori nelle abitazioni private

Inserito il 30/11/2018

Scale e gradini, porte strette e bagni piccoli possono essere un grave problema non soltanto per disabili ma anche per anziani o per chi fosse temporaneamente costretto a muoversi in sedia a rotelle o in stampelle. E purtroppo sono moltissime le case progettate senza tenere conto di queste problematiche, soprattutto quelle costruite durante il boom dell’edilizia.

Tra le opere per il superamento delle barriere architettoniche domestiche in case private o nelle parti comuni degli edifici residenziali, sono finanziabili:

  • l’installazione di montascale;
  • pedane elevatrici, ascensori;
  • adattamento dei sevizi igienici;
  • allargamento delle porte;
  • predisposizione di videocitofoni e sistemi di automazione per porte e cancelli.
     

Meno barriere e più ascensori nelle case dell’Emilia-Romagna

Un aiuto a chi rischia di vivere isolato e che magari non si può permettere di intervenire per adattare la propria casa o installare un montascale, arriva dagli oltre 15 milioni di euro destinati ai Comuni per finanziare lavori edilizi di abbattimento delle barriere architettoniche, sia negli appartamenti sia negli spazi comuni dei condomini, previo parere dell’assemblea condominiale.

I fondi provengono sia dal Fondo nazionale (13 milioni), rifinanziato dopo 14 anni di stop, sia dal Fondo regionale (2 milioni) che, in quattro anni, ha permesso di finanziare più di 2.300 interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli appartamenti privati.

Con queste risorse i Comuni potranno quindi far fronte, almeno in parte, alle molte richieste dei cittadini disabili ancora congelate nelle graduatorie comunali, dando priorità alle situazioni di maggiore gravità.  Grazie ai contributi della Regione potrà anche ripartire lo scorrimento della graduatoria regionale (al 1^ marzo 2018 le domande erano 710), fino alla copertura totale del fabbisogno.
 

Fondo barriere architettoniche

Le richieste di contributo possono essere presentate entro il 1° marzo di ogni anno presso il Comune in cui si trova l’immobile che dovrebbe essere oggetto di intervento (questo termine definisce solo l’anno della graduatoria in cui rientrerà la domanda). Alle domande va allegato il verbale di una Commissione pubblica che accerti l’invalidità o l’handicap.

Con un’unica domanda è possibile entrare in due graduatorie:

  • la graduatoria nazionale finanziata dalla legge n. 13/1989;
  • la graduatoria regionale, istituita con la legge regionale n. 24/2001 e successive modificazioni e la delibera della Giunta regionale n. 171/2014.

Queste due gradutorie sono parallele e per accedervi non sono previsti limiti reddituali. Nella nazionale, finanziata da fondi statali, i criteri per il posizionamento in graduatoria sono la data di presentazione della domanda e la categoria di invalidità. Nella graduatoria regionale, finanziata dal bilancio regionale, i criteri di formazione della graduatoria sono il valore del reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare dell’invalido e la categoria di invalidità. In entrambe le graduatorie hanno la precedenza le domande di invalidi totali con difficoltà di deambulazione.