Per parametri

 

Disegna su mappa

La crisi degli affitti a Bologna

Quando trova casa solo il turista

Inserito il 05/10/2018

Non è una novità che la questione degli alloggi in affitto sia uno dei più gravi e prementi problemi sociali che attanagliano Bologna ma negli ultimi tempi la situazione si è aggravata, non solo per gli studenti ma anche per famiglie e lavoratori.
 

IL BOOM TURISTICO CREA L’ALLARME AFFITTI
Il numero delle abitazioni resta lo stesso ma allora perché la situazione è peggiorata, andandosi ad aggravare nel corso del tempo? Perché è sopraggiunto un fenomeno dirompente, ovvero una vera e propria invasione di bed and breakfast, affittacamere, residenze, dimore turistiche che si sono moltiplicati senza controllo, complice un flusso turistico in continua crescita e la completa assenza di politiche a sostegno delle esigenze abitative a lungo termine.

A Bologna la domanda è altissima ma l’offerta è bassa, anche a causa del boom turistico e il tema degli affitti e dei relativi costi per le famiglie è rovente. Il segretario Fiaip Emilia Romagna Stefano Rambaldi spiega che «in venticinque anni di carriera una situazione simile non l’avevo mai incontrata».

Come sempre succede all’aumento della domanda segue un aumento dei prezzi e, a meno di un concreto e immediato intervento di aggiornamento delle tabelle dei canoni concordati, il rischio è quello di vedere i prezzi schizzare alle stelle, spinti dalla convenienza economica per molti proprietari di affidarsi al canone libero. Sempre secondo Rambaldi i fattori che concorrono a creare questa tensione sono due. Da una parte la grande domanda da parte di studenti e lavoratori, dall’altra la richiesta turistica.
 

I NUMERI DELLE LOCAZIONI TURISTICHE
Il servizio della Regione "Er Statitistica" rileva, ad aprile 2018, 340 Bed and Breakfast, 532 alloggi in affitto breve gestiti in forma imprenditoriale e 27 case per ferie a Bologna ai quali sicuramente, visti i numeri, si affianca un mercato sommerso di alloggi in nero che quindi non compaiono dagli elenchi ufficiali. Il dato pare essere supportato anche dall’Istituto Cattaneo che ha calcolato che in questi anni circa 2.000 appartamenti siano stati assorbiti dal mercato delle locazioni turistiche a breve termine, entrati nei circuiti di Airbnb o dei siti web tipo Booking e Homeaway.

L’Istituto Cattaneo conferma inotre che "negli ultimi anni la pressione sul mercato locativo è aumentata anche a causa di una rilevante crescita delle presenze turistiche in città". Nella sua indagine sociologica l’istituto ha ipotizzato "il mercato dell'affitto turistico a breve avrà un potenziale di espansione economica non indifferente, alle attuali condizioni di offerta di alloggi tipo Airbnb potrebbe più che raddoppiare sottraendo altre 2.000 unità abitative". Questa prospettiva parte dal presupposto che gli attuali flussi rimangano stabili e che si arresti la crescita. In caso di un’ulteriore espansione con gli attuali ritmi, l’offerta potrebbe triplicare in poco tempo e si arriverebbe così a 6.000 abitazioni sottratte al mercato locativo tradizionale.

Sulle cifre c’è un po’ di disaccordo: a quelli appena pubblicati dell'Istituto Cattaneo si affiancano quelli della piattaforma Airbnb che per Bologna conta 1.700 alloggi, mentre per David Pierinnelli dell'Asppi - Associazione Sindacale dei Piccoli Proprietari Immobiliari, "essendo aumentato il turismo, molti titolari di alloggi preferiscono gli affitti brevi: guadagnano 60 euro al giorno e hanno sempre a disposizione l'immobile, senza il pensiero dello sfratto. In questo modo sono uscite dal mercato circa 3/4.000 abitazioni". Parliamo di un'attività fruttuosa, che mediamente rende dalle tre alle cinque volte di un affitto a canone concordato (abbiamo fatto i conti ipotizzando una casa occupata 232 giorni l’anno ad un prezzo medio per la città).
 

I NUMERI DELLE CASE IN AFFITTO
I dati sulle case in affitto ci arrivano da un’inchiesta commissionata dal comune all’Istituto Cattaneo. Il più allarmante è quello relativo alla domanda inevasa che riguarda circa 6.000 famiglie. Gli alloggi gestiti dall’Acer – Azienda Casa Emilia non sono sufficienti. Le case sono solo 11.000 e di questi soltanto 400-500 coinvolti dal turnover nelle annate migliori e, comunque, sufficienti a soddisfare soltanto una minima parte delle richieste dei 4.100 nuclei famigliari con disagio abitativo riconosciuto.

A Bologna gli alloggi in locazione censiti sono 52.147 a fronte di due domande fra loro in forte concorrenza: 42.279 nuclei famigliari vs 36.000 e più studenti fuori sede. A queste due “fazioni” vanno aggiunti anche molti lavoratori single provenienti da altre regioni o da altri paesi. Questi ultimi, in diretta concorrenza con gli studenti nel mercato delle stanze in affitto, hanno destagionalizzato la domanda.

Se un tempo era soprattutto settembre il momento in cui si concentravamo domanda e offerta, oggi l’incrocio dei flussi è pressoché regolare per tutti i mesi dell’anno. Il risultato? Studenti universitari, lavoratori e famiglie in grave difficoltà a contendersi un minor numero di alloggi rispetto al passato. Sarebbe quindi auspicabile un intervento da parte dell’amministrazione comunale che possa in qualche modo regolamentare la composizione dell’offerta del mercato degli affitti e che permetta di trovare casa a studenti, lavoratori, famiglie e, perché no, anche ai turisti.