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Sovraindebitamento 2018: la legge

Come funziona la legge salva debiti e salva famiglie

Inserito il 04/07/2018

Cos’è, come funziona e chi può proporre il sovrandebitamento? Come è possibile liberarsi dalla stretta dei creditori con la procedura di esdebitazione?

La procedura di esdebitazione prevista dal sovraindebitamento 2018 consente al debitore persona fisica o agli altri soggetti esclusi dalla legge fallimentare di trovare un accordo con il creditore davanti al giudice. In breve quindi il sovraindebitamento permette a famiglie, professionisti, artisti, lavoratori autonomi e società professionali di:

  • cancellare parte del debito eccedente l’effettiva capacità reddituale del soggetto;

  • pianificare la restituzione del debito residuo;

  • reinserirsi nella società onorando il debito.

È di qualche mese fa la notizia che ha visto emettere dal Tribunale di Varese una sentenza a favore di un cittadino sul quale gravava una cartella esattoriale da 86.000 euro. Il giudice, ritenuta la cartella al di sopra delle reali disponibilità del debitore, ha applicato una riduzione della posizione debitoria tenendo conto di tutti i redditi e di quanto era necessario per vivere a lui e alla sua famiglia.
 

LEGGE SOVRAINDEBITAMENTO 2018: COS’È?

La parola sovraindebitamento è stata introdotta nel nostro codice civile dalla Legge 3/2012. La misura legislativa introduce la nuova procedura concorsuale per i soggetti esclusi dalla legge fallimentare, tra i quali il consumatore/privato cittadino, l’imprenditore agricolo e la start up innovativa. La legge consente quindi di accedere alla procedura di risanamento del debiti e rivolgersi all’organismo di composizione della crisi o ad un professionista abilitato e presentare al giudice un piano di rientro del debito. Se l’accordo viene approvato dal giudice il debitore ha la cd. esdebitazione quindi la riduzione del debito a quanto effettivamente il debitore è in grado di pagare e la restante parte del debito viene cancellato. Se invece il piano di rientro non viene approvato il consumatore può comunque accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio.

Con la legge del sovraindebitamento a decidere è quindi il giudice, dopo un’attenta analisi dei redditi e valutando anche il merito creditizio. Semplificando, il sovraindebitamento permette quindi alla persona fallita di risanare con modalità sostenibili la propria posizione debitoria, sgravarsi del peso dei debiti e reinserirsi nella società.
 

LEGGE SOVRAINDEBITAMENTO 2018: REQUISITI

Chi può proporre il sovraindebitamento? Come abbiamo detto tutti i soggetti a cui non è applicabile la legge fallimentare, quindi:

  • privati cittadini, esclusivamente per scopi estranei all’attività professionale eventualmente svolta;

  • enti privati non commerciali come associazioni, fondazioni, organizzazione di volontariato, Onlus, etc.

  • imprenditori agricoli

  • start up innovativa

  • professionisti che non svolgono attività d’impresa quindi professionisti, artisti, lavoratori autonomi e società professionali;

  • imprenditori commerciali sottosoglia e che hanno cessato l’attività da più di un anno;

Quali requisiti servono per accedere alle procedure di esdebitazione? Il debitore deve trovarsi in stato di sovraindebitamento che viene definito dalla stessa legge come una “…situazione prolungata nel tempo di uno squilibrio tra gli obblighi assunti e il suo patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni…” oltre che una “…definitiva incapacità ad adempiere alle obbligazioni in modo regolare”.
 

ESDEBITAZIONE: COME FUNZIONA E PER QUALI DEBITI?

Se il piano del cittadino viene accettato dal giudice, per effetto della legge sul sovraindebitamento il cittadino è esdebitato quindi libero dai debiti residui al di sopra delle sue capacità.

Per ottenere la cancellazione del debito il cittadino deve rivolgersi ad un intermediario abilitato a presentare un piano di rientro o la richiesta di liquidazione del patrimonio. Il decreto di esdebitazione viene emesso dal giudice previe alcune necessarie valutazioni e a condizioni che il debitore:

  • si sia dimostrato collaborativo e ben disposto alla risoluzione del debito o alla liquidazione del patrimonio;

  • non abbia beneficiato di un’altra esdebitazione nei precedenti otto anni;

  • non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per uno dei reati previsti dalla legge;

  • abbia svolto negli ultimi quattro anni o cercato attivamente un impiegno senza rifiutare buone proposte di lavoro;

  • siano stati soddisfatti in parte i creditori.

Alcuni debiti sono esclusi dalla possibilità di esdebitazione. Tra questi i debiti che derivano da obblighi di mantenimento, quelli da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, da sanzioni penali ed amministrative che non siano accessorie a debiti estinti e debiti fiscali contratti precedentemente all’apertura delle procedure di sovraindebitamento ma successivamente accertati.
 

LE PROCEDURE DI SOVRAINDEBITAMENTO: PIANO, ACCORDO E LIQUIDAZIONE

Il privato cittadino che avesse i requisiti per accedere alla procedura ha tre possibilità:

Piano di rientro
È la procedura più vantaggiosa perché non ha bisogno dell’accordo tra i creditori. Questo perché è il giudice a decidere, anche se la proposta deve essere comunque superiore rispetto a quanto i creditori potrebbero ottenere attraverso la liquidazione del patrimonio.

Accordo con i creditori
Procedura meno favorevole al piano, prevede che il debitore proponga al/i creditore/i un accordo di ristrutturazione del debito e che verrà ritenuta approvata con il raggiungimento della maggioranza del 60% dei creditori (raggiungibile abbastanza difficilmente).

Liquidazione del patrimonio
Procedura “salvagente” a cui il cittadino può accedere non avendo i requisiti per poter scegliere quali dei suoi beni cedere. Fatta eccezione dei beni impignorabili verrano liquidati tutti i beni necessari per pagare i debiti ed ottenere l’esdebitazione.

Chi usufruisce della Legge 3/2012, può ottenere che i creditori siano soddisfatti da quanto può realmente pagare e che l’ammontare del debito al di sopra delle sue disponibilità venga esdebitato, quindi cancellato con piena riabilitazione.

In conclusione, questa legge, pur non sottraendo il debitore alle sue responsabilità lo tutela dal rischio di perdere tutto e di vedersi esonerato a vita da ogni forma di attività economica. La normativa è da tempo presente in altri Paesi europei: grazie al «fresh – start», come viene chiamato nel Regno Unito, il debitore e la sua famiglia hanno la possibilità di riappropriarsi di una vita dignitosa e serena.
 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito Associazione Italiana Sovraindebitamento.