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Mutui, tassi e spread

Come variano i tassi in relazione allo spread?

Inserito il 15/06/2018

Contrariamente a quanto si immagina, i momenti di tensione finanziaria giocano a favore dei nuovi mutui e non influiscono sulle condizioni di quelli già stipulati.

Scritta così sembra un formula misteriosa ma misteriosa non è. Ecco, in sintesi, il perché.
Molto semplicemente perché i momenti finanziariamente tesi:

  • favoriscono la riduzione degli indici Eurirs (mutui a tasso variabile)

  • ritardano la risaluta degli indici Euribor (mutui a tasso fisso).
     

SE AUMENTA LO SPREAD AUMENTANO ANCHE I TASSI?

Lo spread sui nostri titoli di Stato è tornato a spaventarci. All’inizio di maggio 2018 lo spread, ciò il differenziale tra BTp e Bund (titolo di stato tedesco) a 10 anni era intorno ai 120 punti, mentre a fine maggio sfiorava quota 300. C’era di che avere paura? Secondo gli esperti, pare di “Ni”. Sicuramente no per il breve periodo, quindi qualche mese. Forse sì nel medio periodo. I facili allarmismi non aiutano né la comprensione di dinamiche complesse né la scelta consapevole.

Cerchiamo quindi di capire perché a un rialzo dello spread importante ed improvviso non segue necessariamente un’impennata dei tassi dei mutui.

COME FUNZIONA IL TASSO DI UN MUTUO
Il tasso di un mutuo è come una bici: ha due ruote. La prima è stabilita dalla banca ed è lo spread, cioè il margine lordo che la banca stessa mira ad ottenere dal finanziamento. La seconda ruota è indipendente dall’istituto di credito ed è legata all’andamento dei tassi del mercato interbancario Euribor ed Eurirs, cioè gli indici utilizzati come parametro per i mutui a tasso variabile (Euribor) e a tasso fisso (Eurirs) .

PERCHÉ LA TENSIONI FINANZIARIE FANNO BENE AI NUOVI MUTUI
I periodi di tensione finanziaria “favoriscono” buone condizioni dei nuovi mutui perché, molto semplicemente, rimandano la risalita degli Euribor e favoriscono la riduzione degli indici Eurirs. Ma perché?
Quanto agli Euribor questi dipendono dai tempi dei rialzi dei tassi della Bce e i momenti di turbolenza sui mercati allontanano, anziché avvicinarli, i tempi di stretta monetaria.
Gli indici Eurirs invece seguono da vicino l’andamento del Bund, che durante i periodi di tempesta finanziaria tendono a scendere perché gli investitori si rifugiano nei titoli tedeschi, considerati come beni rifugio. Di conseguenza, aumentando gli acquisti dei Bund salgono i prezzi quindi i rendimenti diminuiscono. Quindi se il mercato continuasse ad essere teso ci dovremmo attendere un continuo ridimensionamento degli Eurirs e, di conseguenza, anche dei tassi finali dei nuovi mutui a tasso fisso (nulla cambierebbe per quelli a tasso fisso già stipulati che nel bene o nel male non risentono delle scosse di mercati).

LA STORIA INSEGNA: UNO SGUARDO AL PASSATO
Quando lo spread Btp-Bund nel 2001 passò da 170 punti a 440 punti in tre trimestri, gli spread medi di offerta sui mutui restarono invariati. Soltanto dopo ben due trimestri dall’inizio degli aumenti anche lo spread medio subì un aumento repentino di circa l’1%, sia per i mutui a tasso fisso che per quelli a tasso variabile.

AUMENTO SPREAD E TASSI: COSA SUCCEDE NEL LUNGO PERIODO
Il ritardo degli adeguamenti spread dei nuovi mutui rispetto all’aumento dello spread BTp-Bund fu dovuto a diversi fattori. E quello che successe allora dipese dall'organizzazione e dalle dinamiche interne al sistema bancario, che oggi come allora sono complesse. La revisione degli spread delle organizzazioni bancarie avviene infatti su base mensile e tiene conto una molteplicità di elementi tra loro connessi, dall’analisi dello scenario economico a livello nazionale e internazionale, alla valutazione della situazione corrente di tesoreria, fino all’analisi della marginalità del prodotto mutuo raggiungibile nel breve e medio periodo.

È naturale che il sistema bancario monitori la situazione politica, finanziaria ed economica, e potrebbe cambiare le proprie politiche di spread di offerta sui mutui. Ed è possibile che nel medio termine gli aumenti possano essere anche significativi ma comunque queste decisioni derivano da processi che si sviluppano su un arco temporale lungo e non si esauriscono nel giro di pochi giorni.